Come conservare la memoria

POSTED BY Dr Grazioli | Dic, 18, 2017 |

L’importanza della memoria è stata genialmente sintetizzata del regista spagnolo Luis Bunuel in questa frase: “Senza memoria la vita non è vita. La nostra memoria è la nostra coerenza, la nostra ragione, i nostri sentimenti, persino il nostro agire. Senza di essa non siamo nulla.” Ci si rende conto del valore della memoria quando comincia ad essere meno pronta e si inizia a dimenticare dove si è parcheggiata l’auto, o il nome di quella persona.
Una certa lenta diminuzione è normale, ma a volte sembra che il calo sia molto veloce, non bisogna allarmarsi, è dovuto alla grande pressione dello stress a cui tutti si è sottoposti. Lo si verifica, senza problemi, quando facciamo le cose con calma e senza stress ci si ricorda tutto anche nomi e date. E poi dipende dal coinvolgimento che si ha nelle cose da ricordare.

Infatti si è stimato che ci si ricorda il 10% di ciò che si legge, il 20% di ciò che si ascolta, il 30% di ciò che si vede, il 50% di ciò che si vede e sente, il 70% di ciò che si discute con altri, l’80% di ciò di cui si ha esperienza diretta e il 95% di ciò che si spiega agli altri. Più cresce il coinvolgimento e più si ricorda. Vediamo come sono i meccanismi e cosa si può fare.
La memoria è una funzione trasversale complessa, formata da componenti e fasi diverse: acquisizione di informazioni, processazione, immagazzinamento, reiterazione e richiamo di ricordi.

La memoria è alla base dei processi cognitivi e dell’apprendimento; è meglio parlare di memorie multiple perché i segnali sensoriali sono molteplici e secondo i sensi che sono più di cinque, principali; visivo, uditivo, tattile, verbale, ecc… Il ricordo è migliore se i segnali sono su più canali (ad es. uditivo e visivo). Le aree cerebrali coinvolte sono diverse a seconda del tipo di segnale (area uditiva, visiva, ecc…) e coinvolge fitte reti neuronali di collegamento che sono modulate dai neurotrasmettitori, le molecole deputate a veicolare il segnale da un neurone ad un altro. I più comuni neurotrasmettitori sono: acetilcolina, noradrenalina, adrenalina, dopamina, glicina, GABA e acido glutammico.

La dimenticanza, costituisce il risvolto della memoria, la capacità di immagazzinamento dei ricordi non è infinita, per far posto alle nozioni utili bisogna rimuovere prima le informazioni inutili. La smemoratezza è pertanto un elemento indispensabile della memoria, specie quando si tratta di dimenticare le informazioni spiacevoli. Si inizia a dimenticare molto in fretta, dopo 24 ore si perde circa il 30% delle informazioni, dopo 48 ore il 50%, e in 5 giorni se ne perde l’80%. I sensi captano i segnali che vengono raccolti dall’ipotalamo poi l’ippocampo provvede a smistare i ricordi e decide cosa mantenere e cosa eliminare, con l’aiuto dell’amigdala che trasforma i ricordi in emozioni, il neurotrasmettitore coinvolto è l’acetilcolina.
Vediamo come possiamo fare per mantenere tutto questo sistema in piena efficienza:

1. Allenare il cervello, partecipando a discussioni, facendo attività fisica, giochi di relazione, gioghi di carte e ogni cosa che impegna le varie funzioni del cervello, anche il movimento fisico che stimola la coordinazione del motoria con partenza a livello cerebrale;

2. Nutrire bene il nostro cervello, le carenze di nutrienti essenziali rallentano la produzione dei neurotrasmettitori e pregiudicano il corretto funzionamento delle reti neuronali;

3. Irrorare di sangue il cervello mantenendo pervie le arterie che devono fornire l’ossigeno a tutti i neuroni quindi combattere l’aterosclerosi cerebrale, combattendo l’infiammazione di basso grado che rovina gli endoteli, controllando la glicemia e la resistenza insulinica, sono questi i fattori che portano alle diminuita capacità di concentrazione e di memorizzazione più delle dislipidemie. Il movimento fisico fa circolare il sangue, stimola la respirazione e contribuisce ad ossigenare meglio il cervello;

4. Controllare lo stress psichico in modo rigoroso: provoca accumulo di ammoniaca a livello delle cellule nervose, causando la sofferenza delle cellule cerebrali.

5. Assumere degli integratori che aiutano il cervello: per prima cosa, tutto il complesso B, e poi gli oligoelementi come: magnesio, potassio, germanio, cromo.
Molto utile la lecitina di soia che apporta colina (o Vitamina J), una sostanza organica essenziale per la funzionalità nervosa che migliora l’efficienza intellettuale e le capacità della memoria. La lecitina è consigliata anche in caso di affaticamento mentale e in fase di preparazione degli esami scolastici.

C’è poi la Glutammina che penetra agevolmente la barriera ematoencefalica entrando rapidamente nel cervello e si trasforma in Glutammato, il più importante neurotrasmettitore eccitatorio del SNC. Riesce a migliorare il tono dell’umore, la performance mentale e la concentrazione.
Sono utili anche delle piante come la Ginkgo Biloba, le sue foglie contengono terpeni che migliorano l’irrorazione dei tessuti; mentre i polifenoli e i flavonoidi agiscono sulle membrane cellulari, stabilizzandole e contrastano la formazione di radicali liberi.
La Ginkgo è utilizzata come fluidificante del sangue, con benefici effetti, sull’irrorazione sanguigna dei tessuti cerebrali, non va data in chi già prende anticoagulanti. Infatti, per la capacità di favorire una corretta distribuzione di ossigeno e glucosio al cervello, incrementa l’acuità mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e l’abilità cognitiva, contrasta l’aterosclerosi negli anziani e rallenta la progressione del morbo di Alzheimer.
Altra pianta molto indicata è la Bacopa monieri, pianta nootropa (cioè che protegge la mente) di origine indiana, è stato accertato che il suo uso cronico ha un effetto significativo sulla memoria a breve termine. In uno studio australiano con 77 adulti svolto in doppio cieco con placebo Bacopa ha avuto un effetto positivo su un test per la conservazione di nuove informazioni. I test di follow-up hanno dimostrato che il tasso di apprendimento non è stato influenzato, suggerendo che la Bacopa diminuisce il tasso di dimenticanza delle nuove informazioni acquisite. Le attività che valutano l’attenzione, la memoria a breve termine verbale e visiva e il recupero delle conoscenze presperimentali non sono state influenzate (1)

Se la memoria perde qualche colpo, non allarmatevi, guardate cosa c’è da migliorare nello stile di vita, alimentazione, attività fisica, vita di relazione e poi ci sono molti integratori utili per mantenere il nostro cervello efficiente e sempre giovane.

Referenze:
1. Roodenrys S, et al, “Chronic effects of Brahmi (Bacopa monnieri) on human memory” Neuropsychopharmacology. 2002

TAGS :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *