integratori per pedere peso

Abbiamo già parlato di sostanze che ci possono aiutare a perdere peso, l’argomento è vasto e complesso e non abbiamo esaurito tutte le sostanze, ce ne son altre tre molto interessanti e utili, hanno azioni molteplici. Sono molecole di origine naturale che si possono trovare normalmente negli alimenti, però il suo impiego in forma concentrata come integratori ne permette una maggiore efficacia sulla riduzione del peso.

La prima sostanza è il CLA (acido linoleico coniugato): CLA è un gruppo di acidi grassi omega-6 a 18 atomi di carbonio che presentano i due doppi legami in posizioni contigue (e quindi legati assieme). Vengono prodotti dallo stomaco dei ruminanti per opera dei batteri del rumine e si trovano poi nel latte e nei formaggi e nelle carni. I CLA hanno dimostrato di avere proprietà diverse dagli altri polinsaturi ed essere favorevoli alla salute anche quelli in posizione trans.
Le azioni accertate del CLA sono: inibizione della carcinogenesi; prevenzione dell’aterosclerosi indotta dal colesterolo; riduzione dell’accumulo grasso corporeo; miglioramento della risposta immunitaria; capacità di promuovere la crescita; miglioramento del diabete e del metabolismo osseo. (Silva, R.R. et al, 2014).
Studi in vitro hanno visto che riduce aumenta il rilascio degli acidi grassi nel sangue e ne riduce il deposito cellulare per inibizione dell’enzima lipoprotein-lipasi e causano aumento dell’ossidazione dei grassi (Parizaet et al. 2001)
Uno studio clinico su 180 soggetti proseguito per 2 anni, ha visto che il solo uso di 4,5 grammi die di CLA ha causato il primo anno una perdita di peso di 1,8 kg e un calo della massa grassa e un aumento della massa muscolare; mentre nel secondo anno non ci sono stati rilevanti cambiamenti ma si è ottenuto un ottimo mantenimento. Gli autori affermano che i dati non sono da attribuire alla dieta o all’attività fisica (Gaullier J.M. et al, 2005).
CLA è una molecola sicura e senza effetti collaterali e dai dati riportati si può dedurre che ha una certa efficacia che si vede nell’uso continuato nel tempo.

La seconda sostanza è l’Acetil-L-carnitina (ALC) un amminoacido presente in natura, soprattutto nella carne rossa e nei latticini, interviene nel metabolismo degli acidi grassi e nella produzione dell’energia. In particolare aumenta la stabilità delle membrane cellulari, favorisce la sintesi di ATP mitocondriale, aiuta la sintesi dei neurotrasmettitori colinergici. Ha capacità antiossidanti che proteggono il fegato. Incrementa l’efficienza metabolica delle mole-cole ad alta energia (lipidi), aiuta a bruciare grassi durante l’esecuzione dell’attività fisica, stimola una più veloce produzione di energia(Murray M, Pizzorno J. 1998).
Usato nelle malattie cardiovascolari perché favorisce la produzione e l’utilizzo dell’energia e anche neurodegenerative poiché influenza il metabolismo delle cellule nervose favorendo la formazione delle guaine mieliniche.
Ne è stato proposto l’utilizzo nelle diete perché alcuni studi dimostrano che può aiutarti a bruciare i grassi, ma le prove sono controverse (Pooyandjoo M. et al, 2016). Il suo uso può essere però proposto in un trattamento associato ad altri integratori, come risulta dalla mia esperienza personale.

Il mio-inositolo è una sostanza simil-vitaminica che partecipa al metabolismo dei grassi, impedendone l’accumulo nel fegato che contribuisce alla formazione della membrana delle cellule e in particolare della guaina mielinica dei nervi. Si assorbe facilmente nell’intestino e lavora in sinergia con la vitamina B6, acido pantotenico e acido folico. Ha molteplici azioni, la prima è quella di eliminare i lipidi dal fegato e di fa favorire la sua disintossicazione. Ha effetti antiansia e antidepressione confermati in molti studi, su depressioni unipolari, attacchi id panico e agorafobia. (Taylor M. et. Al, 2004). L’inositolo viene usato nel trattamento dell’ovaio policistico e nella prevenzione dei difetti del tubo neurale (Papaleo E. et al, 2007)
Recenti studi confermano che l’inositolo attiva un enzima chinasi che influisce sul controllo ipotalamico dell’assunzione di cibo, influisce sull’attività dell’insulina, e degli aminoacidi essenziali e ci sono prospettive in un suo uso nella sindrome metabolica e nel controllo della glicemia (Joo-Young Lee, et a., 2012).
Queste due azioni ne giustificano l’uso in programmi dimagranti, in cui viene confermata l’azione positiva sul calo peso confermata dall’uso decennale in molti miei pazienti. La molecola non ha alcun effetto collaterale e può essere usata in tutta sicurezza per lungo tempo. Influisce migliorando l’umore, riducendo i grassi nel fegato e stimolando il metabolismo.

POSTED BY Dr Grazioli | Ott, 22, 2018 |

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