Integratori per la fame nervosa

POSTED BY Dr Grazioli | Nov, 12, 2018 |
integratori per fame nervosa

Molte persone hanno la cosiddetta “fame da stress”, o fame nervosa. Non è una fame dovuta a mancanza di cibo, perché tutti mangiamo almeno tre volte al giorno, ma è una certa ansia, un nervosismo che abbiamo imparato a placare mangiando. Così si mangia a tutte le ore, poi quando si va sulla bilancia ci si dispera per l’aumento di peso. Per fortuna ci sono molti modi per ridurre questa fame, alcuni vengono dal miglioramento dello stile di vita, dormire regolarmente, fare attività fisica moderata, e cercare di ridurre le situazioni stressanti. Ci sono però anche degli integratori utili, che senza fare miracoli, ma usati regolarmente ci danno una mano a tenere a bada il peso.

Il primo è il 5-HTP ( 5-idrossi-tripta-amina) è un amminoacido precursore del neuro-trasmettitore serotonina. Il 5-HTP che possiede anche capacità antiossidanti, attualmente viene estratto dai semi della Griffonia simplicifolia che ne è molto ricca.
Questa molecola una volta in circolo riesce ad entrare nel cervello e stimolare la sintesi della serotonina. La serotonina è il neurotrasmettitore del buonumore del benessere che aiuta a togliere la depressione. Ci sono studi sul fatto che la serotonina nell’ipotalamo inibisce il segnale della fame e riduce il consumo di carboidrati, uno studio del 1986 ha scoperto che porta alla riduzione del 30% delle calorie introdotte (Wurtman RJ, Wurtman JJ, 1986).
In un altro studio su 20 donne in sovrappeso a cui sono stati dati 900 mg di 5-HTP al giorno per 6 settimane, si è riscontrato una perdita di peso variabile dal 2 al 5% rispetto al gruppo di controllo con placebo.
Quindi se usiamo 5-HTP si può attenuare l’ansia da stress che induce a sbocconcellare a tutte le ore e sperare in un calo di peso che, per essere di un certo rilievo, va associato ad un regime bilanciato e studiato in modo opportuno. Inoltre l’uso di questa sostanza fatto alla sera può favorire il sonno, le dosi indicate sono da 100 a 300 mg di 5-HTP al giorno. Non ci sono controindicazioni se non in persone che usano psicofarmaci serotoninergici.

Altra molecola utile è la L-Fenilalanina è un aminoacido essenziale, cioè che deve essere fornito attraverso l’alimentazione nella misura di 1-2 grammi al giorno (Wurtman RJ, et al, 1988) e certe diete molto strette ne possono essere carenti. La L-Fenilalanina ha un’azione molto importante sul cervello, infatti è il precursore della tirosina e attraverso questa dei neurotrasmettitori catecolaminici (adrenalina, noradrenalina e dopanima e tiramina), la L-fenilalanina inoltre è presente in diversi neuropeptidi cerebrali, tra cui somatostatina, vasopressina, melanotropina, ACTH, sostanza P, encefalina, angiotensina II e colecistochini-na. (Braverman E. 1997).
L’attività sul cervello è dovuta al suo metabolita la fenil-etil-amina (PEA) che è un attivatore cerebrale, definito ad azione “anfetamino simile” alza i livelli di encefalina e provoca analgesia del tipo oppio-mediata (Ehrenpreis S, 1983).
Il suo uso è stato proposto con buoni risultati per la depressione endogena, il dolore cronico e il deficit di attenzione. Viene consigliata anche per il controllo dell’appetito per la sua capacità di promuovere la produzione della Colecistochina (CCK) un ormone presente nel cervello e nell’intestino con il compito di modulare di modulare la sazietà (Ballinger AB1, Clark ML. 1994). Si è visto che l’effetto migliora in persone in regime di contenimento dietetico (Pohle-Krauza R.J. et l, 2008). La fenilalanina si trova in carne, latte formaggi e ciò può spiegare il perché la dieta carnea è più saziante.
La fenilalanina non può essere data ai soggetti affetti da fenilchetonuria un deficit metabolico congenito che impedisce la produzione di tirosina e deprime i livelli di serotonina nel plasma ed eleva i livelli di sangue e urina di fenilalanina. Si ritiene che i metaboliti della fenilalanina siano responsabili dei sintomi mentali nei bambini affetti da fenilchetonuria, che comprendono iperattività, aggressività, convulsioni e tremori, pigmentazione leggera, e posture o andature anormali.
La L-Fenilalanina non può essere data in caso di malattie psichiatriche e assieme ad antidepressivi anti-MAO e se l’uso è prolungato, non dare in caso insufficienza renale o epatica. Le dosi efficaci sono di 1 o 2 grammi die.

Poi c’è una pianta la Bacopa (Bacopa monnieri) usata nella medicina indiana è capace di migliorare la concentrazione mediante la riduzione dell’ansia, e anche di migliorare la me-moria. Gli effetti sono di solito studiati nei pazienti anziani, ma sembra interessare i giovani, rendendolo così, una sostanza nootropica (cioè utile per la mente).
Nella sua azione interagisce con i sistemi dopaminergici e serotoninergici, ma il suo principale meccanismo è promuovere la comunicazione neuronale e di promuovere la crescita dei dentriti e delle sinapsi. Ha dei veloci effetti ansiolitici che portano a migliorare l’umore e a ridurre gli effetti dello stress e della fame nervosa. (S.K. Bhattacharya, 1998)
In conclusione, tutte queste sostanze hanno un certo effetto sull’appetito sia per azione di tipo diretto sui centri della fame che per la sua azione sull’umore. Gli studiosi sempre molto precisi e rigorosi, affermano che i risultati sul peso non sono strabilianti, secondo me il motivo è dovuto al fatto che le sostanze sono usate da sole e a volte senza indicazioni dietetiche preci-se. I miei risultati sono stati più confortanti e tutte e tre le sostanze risultano un buon accompagnamento alle diete.

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