intestino irritabile

Siamo abituati a ritenere il nostro intestino come un sacco in cui buttare dentro tutto quello che più ci piace, lui dopo ne trarrà il meglio per il nostro corpo, in realtà così facciamo fare al corpo molto lavoro in più. L’intestino è un organo importante è il nostro contato con l’ambiente esterno, lui si rende conto di cosa succede ed ha una sua intelligenza. Infatti quando “ragioniamo con la pancia” siamo in contatto con la parte più profonda e più saggia di noi. I gonfiori, la flatulenza, la nausea che ci danno fastidio, sono segnali che qualcosa non va. Vediamo come fare per risolvere problematiche da intestino irritabile, perché non sempre andare a caso o per intuito ci aiuta e se sbagliamo possiamo peggiorare le cose.

Abbiamo circa otto metri di intestino, per ridurre i cibi in molecole elementari e poterle assorbire, portare nel sangue e distribuire energia e sostanze costruttive alle cellule. L’intestino è paziente prende tutto, assorbe ed elimina le scorie non necessarie e porta nel sangue tutto quello che è di nutrimento. Siamo attratti dai colori dai profumi e dai gusti, la tensione e lo stress si scaricano in bocca ed introduciamo sempre tante cose colorate, profumate, dolci, morbide e sempre pronte nella loro confezione che basta solo aprire. Ma dentro ci sono coloranti, conservanti e altre sostanze che vengono dall’inquinamento generale che contamina anche i cibi. Non ce ne rendiamo conto, ma spesso ingeriamo con i cibi sostanze estrogeniche, antibiotiche e a volte tossiche e potenzialmente cancerogene. L’intestino possiede delle cellule particolari, dette cellule M, che testano tutte le sostanze presenti nel lume intestinale e le mostrano al sistema immunitario molto abbondante nello strato sottomucoso. Quando ci sono grosse proteine nel cibo come glutine e caseina gli enzimi dell’intestino non riescono a digerirle in modo adeguato, restano grosse frazioni che il sistema di riconoscimento delle cellule M le individua come estranee e perciò attiva il sistema di allarme. Le cellule immunitarie producono sostanze come le citochine e le interleuchine che vanno nel sangue e allertano tutto il corpo. Il corpo e l’intestino per primo reagisce e si infiamma, lo fa in modo subdolo, cronico senza quasi farsi sentire, non è una malattia ben definita, è solo una reazione generica, i sintomi sono sfumati e variabili. La digestione diviene lenta e difficile, restano molti cibi non digeriti che vanno fino al colon dove i batteri commensali trovano di che nutrirsi e svilupparsi generando gonfiori per i gas che sprigionano come rifiuti della loro digestione. L’intestino reagisce per le tante proteine estranee, manda segnali nello strato sottomucoso dove si trova una doppia rete di cellule nervose, ne ha in numero pari a quello del sistema nervoso centrale e queste producono segnali che attraverso il nervo vago vanno al cervello e lo mettono in tensione e poi allarmano tutto il corpo. Inoltre nell’intestino ci sono cellule che producono ormoni e neuropeptidi che vanno nel sangue e aumentano lo stato di allarme.

L’intestino si accorge di quello che succede, sente che qualcosa non va e manda segnali in giro. Questo allarme può attivare situazioni di reattività che prima erano spente e adesso riprendono nuovo vigore. Si accendono infiammazioni in mucose di altri settori, ecco che si creano riniti, sinusiti, congiuntiviti e polveri e pollini prima sopportati diventano adesso causa di disturbi. Diventano più facili reazioni allergiche che predispongono ad asma e bronchiti. Diventano più facili cistiti e vaginiti. Si crea uno stato di nervosismo che causa ansia e agitazione e aumenta lo stress, si hanno gastriti, reflusso gastroesofageo, nausea, senso di ripienezza e stanchezza inspiegabile.
Cosa fare allora con tanti sintomi spesso vaghi, generici e molto fastidiosi. Sono il segno che qualcosa non va ma che non si sa bene cos’è. La cosa peggiore è non sapere chi è il nemico e dove si trova. Aumenta l’ansia e si rischia di fare reazioni a caso esagerate e non adeguate alla difesa.

Per far calare questo stato di allarme, non serve dare sedativi o rimedi antinfiammatori, la cosa più saggia è fare lavorare l’intestino di meno, diminuire i cibi e selezionarli. Per primo via alcolici, caffè e bevande gassate che “buttano fuoco” direttamente sulla mucosa. Via i prodotti da formo che sono lievitati e favoriscono i gas intestinali, via i latticini specie quelli che contengono ancora lattosio la cui digestione è difficile, ma anche la caseina proteine di grandi dimensioni , difficile da degradare. Riduciamo il glutine e all’inizio per almeno un mese lo togliamo anche se non siamo celiaci, poiché il glutine è una molecola che facilmente crea una reazione delle cellule M e irrita la mucosa. Via gli alimenti industriali con coloranti e conservanti e addensanti che rovinano lo strato mucoso . Riduciamo gli zuccheri che vengono messi dappertutto e si trasformano in grassi. Poi recenti studi hanno trovato che il tessuto adiposo produce sostanze infiammatorie e peggiora la situazione di disagio generale.

Cosa mangiare allora? Verdure crude o cotte (insalate, cicorie, zucchine, carote, melanzane, fagiolini) evitare cavoli, verze e legumi come fagioli e lenticchie. Poca frutta di stagione, riso semintegrale, pasta senza glutine, grano saraceno, quinoa, amaranto. Va bene un po’ di carne bianca meglio coniglio, pollo e tacchino se si può coltivati in modo sano e senza ormoni. Un po’ di pesce azzurro ricco di grassi omega tre che aiutano le membrane cellulari. Come bevande: tisane, spremute d’agrumi, e acqua. Così si alleggerisce il carico dell’intestino e lavora meglio. Non è male fare ogni tanto un semidigiuno, mangiando poco alla sera e molto presto: solo un po’ di verdura, una tisana un po’ di riso semintegrale.

Poi si può aiutare direttamente l’intestino con delle sostanze che vengono dalla natura: le piante. Sono a nostra disposizione e se le sappiamo riconoscere le possiamo prendere dalla grande dispensa della natura o meglio in farmacia o erboristeria. Ci sono i semi del finocchio selvatico, una pianta ombrellifera dei prati, i cui frutti volgarmente detti semi per la loro forma contengono oli essenziali che “scaldano l’intestino” cioè sono utili alla digestione e tolgono gas e flatulenza. Sono antiossidanti, antinfiammatori, diuretici e ricchi di fibre, di potassio, di calcio e rame. C’è anche l’anice verde o Pimpinella, parente del finocchio selvatico, si usano sempre i semi, molto aromatici e rinfrescanti. Toglie gli spasmi e inibisce i processi di fermentazione intestinale, lo fa rilassando la muscolatura liscia dell’intestino e regolarizzandone la motilità. I suoi oli essenziali hanno una leggera azione antinfettiva sull’intestino.
Molto utile anche la menta, si trova anche questa nei prati, ma la più attiva è la varietà da orto detta menta piperita, ricca degli oli essenziali mentolo e limonene. E’ utile per la digestione, la motilità gastrica, attiva anche sul fegato e sul sistema nervoso che regola e tonifica stimolando le capacità mentali. Possiede proprietà antibatteriche e antitosse utili per l’inverno. Un vero toccasana per molte situazioni.

Tutte queste piante si possono mettere nei cibi o prendere in capsule o compresse, oppure in tisane da assumere dopo i pasti. Il calore della tisana, presa calda anche d’estate, aiuta già di per sé la digestione, attivando le reazioni enzimatiche e rilassano la muscolatura liscia dell’intestino, poi i principi attivi delle piante fanno il resto e scompaiono gas, bruciori e crampi. Il nostro intestino non è più irritato e si calma.

In conclusione attenti a cosa mangiamo, riduciamo le quantità, miglioriamo la qualità, prendendo cibi biologici e facciamoci aiutare dalle piante, una buona tisana dopo i pasti ci aiuta sicuramente e ci fa fare una pausa rilassante che aiuta la digestione.

POSTED BY Dr Grazioli | Lug, 06, 2016 |

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