L’osteoporosi è una malattia asintomatica che predispone l’individuo ad una maggiore possibilità di fratture in modo spontaneo o a causa di traumi e porta ad immobilità e perdita dell’autonomia specie nell’anziano. In Italia circa quasi 5 milioni di persone soffrono di osteoporosi che causa ogni anno 250.000 fratture: in particolare una donna su tre ne subisce una. Tutti sanno che formaggio e latte contengono molto calcio e questo fa bene per le ossa, ma non è vero che i latticini aiutano l’osteoporosi. La scarsità di calcio non è la causa principale dell’osteoporosi perché si è visto che è più frequente tra le popolazioni con più alto consumo di cibi di proteine di origine animale, in particolare latte e formaggio. Lo dicono diversi studi americani ed europei.

Una ricerca fatta negli Stat Uniti rileva che le donne vegetariane hanno una perdita ossea solo del 7%, mentre quelle che mangiano carne e latticini arrivano al 35% di perdita ossea. Quindi le cause dell’osteoporosi non sono dovute tanto alla carenza di calcio ma alla vita sedentaria; alla scarsa esposizione alla luce naturale; allo squilibrio ormonale ed errori alimentari.
Bisogna sapere che vi sono due tipi di osteoporosi: quella dovuta a scarsa assimilazione di calcio e quella tipica dello stato senile che tende ad accumulare il calcio nei tessuti molli invece che nelle ossa. In realtà l’osteoporosi non è causata da carenza di calcio, ma dall’incapacità del tessuto connettivo osseo di fissare questo minerale a causa di una matrice cartilaginea anomala.

Lo dice uno studio svedese fatto all’università di Uppsala e pubblicato sul British Medical Journal uno dei giornali scientifici più accreditati al mondo e condotto su più di 100 mila persone tra i 40 e gli 80 anni monitorate per 20 anni. Durante il periodo di studio si è messo in relazione il consumo di latticini e il numero delle fratture ossee e la mortalità. I ricercatori hanno scoperto che nelle persone che hanno consumato latte, non solo non vi è stata alcuna riduzione delle fratture ossee, ma addirittura nelle donne il consumo stesso di latte è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura. Le persone che hanno bevuto tre bicchieri o più di latte al giorno avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne aveva consumato meno di uno. L’autore dello studio, il professor Karl Michaelsson, spiega che i risultati “possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato di latte per prevenire le fratture da fragilità. Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte”.

Come si spiega questo fatto? Ci sono varie motivazioni, da una parte l’elevato contenuto del lattosio, lo zucchero del latte crea un ambiente acidificante visto e tale ambiente fa aumentare le infiammazioni e lo stress ossidativo. Il fatto che il 70% delle persone sono intollerante al lattosio non fa che aumentare il problema. Inoltre le proteine del latte e specie la caseina producono muco pastoso e vischioso che depositandosi sulla parete intestinale ostacola l’assorbimento delle sostanze alimentari e contribuisce allo stato infiammatorio. Questo stato e alla base di un maggior rischio di mortalità e paradossalmente di fratture ossee. Poi c’è un altro fatto: le proteine del latte, ricche di aminoacidi solforati, peggiorano lo stato di acidosi generale che nel rena provoca un aumento della calciuria, cioè eliminazione del calcio attraverso le urine. Così la perdita di calcio nelle ossa non è dovuta a carenza nell’assunzione, ma ad un’alterazione dell’equilibrio del pH del sangue. Il calcio viene preso dalle ossa per basificare il sangue e contrastare le sostanze acide in eccesso. Se a questo si associa l’eccesso di fosfati dalle sostanze conservanti dei cibi, la carenza di vitamina D, lo stress, gli alti livelli di ormoni. Le donne giapponesi, che assumono mediamente 540 mg di calcio al giorno mentre le occidentali 800 1200, sono meno soggette all’osteoporosi. paratiroidei, e gli squilibri della tiroide si determina un impoverimento della matrice dell’osso.

Quindi non è vero che le ossa perdono calcio perché non se ne consuma abbastanza con gli alimenti, bisogna fare in modo che il calcio non venga tolto dalle ossa a causa dell’acidità o della carenza di vitamina D o da altri squilibri ormonali. Non serve esagerare dando calcio dall’esterno perché oltre ad aumentare il calcio nelle urine e a peggiorare il rischio di calcoli renali, può depositarsi nelle pareti delle arterie e renderle dure e favorire la loro alterazione, aumentando il rischio di infarti e ictus.
Oltre alle malattie cardiovascolari i latticini, mangiati di frequente e in grandi quantità, possono favorire il cancro (specialmente alle ovaie, alla mammella e alla prostata). Inoltre molti studi epidemiologici dimostrano una forte correlazione tra l’uso di latticini ed incidenza di diabete.

Il latte può causare facilmente intolleranze alimentari con diarree, dolori addominali, gonfiori e stipsi.
Quindi per chi soffre di osteoporosi è importante che conosca che questa malattia è legata a fattori ereditari, all’invecchiamento in genere e le donne specie in menopausa sono più predisposte, ma altri fattori sono importanti come l’abuso di alcolici, l’utilizzo di steroidi, e le carenze di vitamina D. Perciò per migliorare la densità ossea è utile la vitamina D, il silicio organico, il magnesio e se proprio si vuole dare un apporto di calcio mangiare prodotti vegetali naturali avendo cura di limitare latticini (latte, formaggio, yogurt, gelato); alimenti iperproteici acidificanti (carne, pollame, uova, salumi); e prodotti voluttuari pure acidificanti: vino, aceto, caffè, sale, fumo di sigaretta, zuccheri raffinati (zucchero, miele, fruttosio, dolcificanti artificiali); e solanacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni).

Bisogna incrementare l’esercizio fisico moderato e fatto in modo fisiologico e costante.
Se proprio si vuole assumere un po’ di calcio si può prenderlo dalle verdure a foglia verde, dai legumi e dal pesce.
Di seguito un elenco dei cibi più ricchi id calcio con i valori in mg per 100grammi: tarassaco: 316, ruchetta: 309, mandorle: 240, fichi secchi: 186, foglie di rapa: 169, nocciole: 150, cicoria: 150, ceci: 142, fagioli: 135, agretti: 131, noci: 131, pistacchi: 131, bieta: 130, radicchio: 115, crusca di frumento: 110, broccoli: 97, cardi: 96, fave: 90, storione: 276, ostrica: 186, sgombro: 185, polpo:144, calamaro: 144, gamberi: 110, cozza: 88-

POSTED BY Dr Grazioli | Mar, 20, 2017 |

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.