MODULIAMO GLI ORMONI CON LA DIETA

POSTED BY Dr Grazioli | Feb, 17, 2020 |
Regolare gli ormoni con il cibo: alimenti per regolare gli ormoni

Le nostre abitudini nutrizionale stimolano in modo continuo e regolano il corpo.
Quello che mangiamo influenza molto l’organismo e le nostre cellule. Il cibo che introduciamo quotidianamente è fatto di molte molecole organiche, alcune di queste sono capaci di mandare dei segnali al nostro ambiente interno. Il cibo può modificare la risposta metabolica e svolgere un’azione regolatrice più di molte medicine. Peso corporeo, distribuzione del grasso, forza fisica, stanchezza e resistenza alla fatica, memoria e concentrazione possono essere condizionate dal cibo. Sappiamo che le abitudini alimentari una volta acquisite sono stabili, ma l’uomo è capace di apprendere e le abitudini si possono modificare. Vediamo come poterci regolare.

Bisogna pensare che molti alimenti sono come dei farmaci, la loro azione è più debole, ma quello che vince è la continuità del loro messaggio. Lo stato nutrizionale, il sistema nervoso ed il sistema endocrino interagiscono tra loro e possono essere influenzati dalla scelta di determinati alimenti.

La prima cosa che viene influenzata dal cibo è il peso e la distribuzione del grasso, non è solo la quantità di alimenti ma la qualità. Col cibo si possono favorire gli enzimi che influenzano l’accumulo del grasso, oppure la reazione opposta cioè la lipolisi, e così si intervenire sulla formazione o la distruzione del grasso nelle sedi di accumulo. I moderni studi hanno dimostrato come il peso del soggetto e la localizzazione del grasso siano influenzate oltre che dalla quantità calorie introdotte, da altri fattori come: gli orari dei pasti e il rapporto dei nutrienti (percentuale di proteine , carboidrati, lipidi).

Per gli orari dei pasti si è visto che per limitare il deposito del grasso è importante mangiare di più alla colazione del mattino e poco alla cena. La sera è un momento in cui il metabolismo tende a ridursi, gli alimenti assunti in grande quantità a cena non si trasformano in energia pronta al consumo, ma diventano grasso che si deposita.
Riguardo al rapporto dei nutrienti introdotti: un aumento delle proteine rispetto agli altri due nutrienti (30-35%) attiva il metabolismo e favorisce la riduzione dei grassi. Al contrario un aumento dei carboidrati (oltre il 50%) e dei grassi (oltre l 30-35%) porta ad un aumento dei grassi di deposito.
Si è visto che c’è un meccanismo di compenso in caso di eccesso di proteine o di carboidrati ed è basato sulla regolazione dei neurotrasmettitori. Si è scoperto che la noradrenalina stimola la fame di carboidrati, mentre la serotonina inibisce la fame di carboidrati e stimola quella delle proteine.
Infatti un pasto proteico aumenta gli aminoacidi nel sangue e favorisce l’entrata nel cervello degli aminoacidi tirosina e fenilalanina, due precursori della noradrenalina che stimola la fame di carboidrati stabilendo così un equilibrio tra i nutrienti. A contrario un pasto ricco di carboidrati determina l’entrata nel cervello del triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, che provoca un meccanismo di retroazione diminuendo l’introduzione dei carboidrati.

Riguardo alla stanchezza va bene consumare una giusta quantità di sale marino che contiene iodio e magnesio, bere una sufficiente quantità d’acqua, molto di più se siamo d’estate, mangiare ad ogni pasto verdure fresche di stagione, mentre fuori dai pasti frutta fresca, come spuntino consumare semi oleosi fino a due porzioni da 10 grammi al giorno. Consumare ogni settimana, 4-5 porzioni di carne preferibilmente bianca, di buona qualità. Limitare i carboidrati, specialmente gli zuccheri semplici e i dolci, ridurre i prodotti confezionati, ed eliminare le brassicacee crude (cavolo, verza, cavoli) mentre quelle cotte si possono mangiare senza problemi. Eliminare i prodotti con grassi di scarsa qualità, cioè i grassi drogenati. Osservando queste indicazioni si stimola l’attività della tiroide e delle surreni, le centrali ormonali che controllano l’energia del corpo.
Rispetto alla forza fisica, è noto come le proteine stimolino il GH l’ormone della crescita ed anche il testosterone, entrambi questi ormoni hanno azione anabolica e lipolitica. Quindi è bene consumare carne bovina, uova, fave (ricche di L-dopa), cioccolato (ricco di triptofano), semi oleosi (ricchi di arginina), barbabietola rossa, limone. Anche l’anguria è utile per la presenza di un precursore dell’arginina la citrullina, così pure colostro e il siero di latte aiutano ad aumentare questi due ormoni. In particolare il siero di latte, per la sua ricchezza in aminoacidi solforati e ramificati, ha una buona capacità di stimolare la miosina la proteina del muscolo.

L’irritabilità, l’ansia, il calo di memoria e di concentrazione sono segni di iperestrogenemia uno dei problemi comuni di molte donne o di ipercortisolemia legato allo stress e più tipico dei maschi. Ci sono degli accorgimenti da seguire nell’alimentazione per limitare gli estrogeni. La dieta deve essere: povera di cereali in genere e raffinati in particolare, povera di zuccheri, dolci e di bevande alcoliche, ricca di fibre ed ortaggi, in particolare di crucifere.

Per gli estrogeni un altro aspetto importante è la contaminazione degli alimenti sia animali che vegetali. I vegetali possono contenere diversi pesticidi che si comportano da disturbatori endocrini (i cosiddetti xenoestrogeni), quindi si consiglia di consumare frutta e verdura biologiche e non trattate. Per le carni spesso nell’allevamento si usano estrogeni, se gli animali non sono macellati dopo un periodo di wash-out, mantengono gli estrogeni nella carne. Attenzione anche alla provenienza di prodotti a base di cereali e mais, in particolare per quest’ultimo, spesso sono contaminati da funghi che producono micotossine ad azione estrogenica, quali lo zearalenone.

Per i maschi l’aumento del cortisolo è dovuto in gran parte allo stress, l’alimentazione influisce meno. Il cortisolo viene diminuito dai carboidrati ed è noto a tutti che quando si è stressati si cercano i carboidrati per far calare il cortisolo e lo stress. Se però si esagera con i dolci, interviene l’aumento rapido dell’insulina che causa un’ipoglicemia e quindi un aumento del cortisolo che fa venire nuovamente fame di zuccheri. Non bisogna neanche esagerare con le proteine perché anche queste fanno aumentare il cortisolo. Quindi il consiglio è la moderazione sia delle proteine che dei carboidrati, quest’ultimi dovranno essere del tipo dei carboidrati complessi, in modo da non far aumentare l’insulina troppo velocemente.

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