SIETE DEPRESSI? USATE LE PIANTE

POSTED BY Dr Grazioli | Nov, 25, 2019 |

I derivati naturali sono efficaci e non danno effetti collaterali.

Alle volte siamo giù di umore e vediamo tutto nero. Può essere per stress eccessivo, per le sventura che la vita ci riserva, o per una questione di costituzione che non ci fornisce tutti i mediatori del buonumore normalmente presenti nel nostro cervello. In queste condizioni si arriva sentire un senso di angoscia e paura, di vuoto che ci rende difficile andare avanti. Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco ben 11 milioni di italiani consumano abitualmente degli psicofarmaci, un livello molto al di sopra della media europea. Cosa si può fare allora. C’è chi ricorre al fai da te, o c’è chi va dal medico per farsi dare delle pillole magiche per “tirarsi su” e ritrovare la gioia di vivere. Purtroppo le cose non sono così semplici. In queste terapie trovano il loro posto anche le piante medicinali, vediamo come.

Prima di tutto ci vuole un po’ di voglia di cambiare e togliere dove possibile lo stress che si può evitare e uscire da situazioni “tossiche” che ci tolgono energia e voglia di vivere. Non è sempre facile, ma spesso volere è potere.
Poi bisogna sapere che gli psicofarmaci non sono così magici e hanno molti effetti collaterali. Ci sono molte molecole, ma i più usati lavorano con la serotonina: per aumentarne la quantità nel liquido cerebrale ne inibiscono il suo riassorbimento cellulare. Facendo così inibiscono anche il riassorbimento di un’altra molecola importante: la dopamina .Questo alla lunga porta allo sguardo fisso e vitreo e col tempo porta ad una tristezza profonda, rabbia e aggressività. Perciò chi fa uso prolungato di antidepressivi chimici non riesce a provare né trovare felicità, infatti rimuove dal cervello la serotonina e la dopamina due importanti mediatori delle cellule cerebrali. L’agenzia USA del Farmaco (FDA) ha affermato che gli antidepressivi possono causare comporta-menti suicidi, peggioramento della depressione, ansia, attacchi di panico, insonnia, irritabilità.

Allora possiamo usare con sicurezza e con efficacia dei derivati naturali e delle piante molto utili per ristabilire il tono dell’umore e ritrovare la gioia di vivere. Rivolgendosi al medico fitoterapeuta, che cura con estratti vegetali, si potrà così avere una indicazione della migliore terapia per il vostro umore. Terapia quasi priva di effetti collaterali, personalizzata e mirata esattamente sui vostri sintomi.
Ecco delle piante possibili, sono poco conosciute al pubblico per queste indicazioni, ma esistono lavori scientifici recenti che ne consigliano l’uso.

La prima è lo zafferano (Crocus sativus) usato dai pittori nel rinascimento come colorante per le loro opere o dai cuochi per il risotto. Adesso si è scoperto che è molto utile per l’umore, infatti alcuni studi clinici in doppio cieco (Akhondzadeh et al, 2007) fatti su persone con depressione lieve e moderata hanno rivelato che l’effetto antidepressivo del Crocus sativus (zafferano) è maggiore del placebo e paragonabile a quello di comuni psicofarmaci chimici. Si è visto che il principale responsabile dell’effetto antidepressivo è la picrocrocina. Il suo meccanismo d’azione è analogo a quello dell’imipramina; entrambi inibiscono il riassorbimento dei mediatori serotonina. Però la presenza di altri composti nello zafferano mitiga gli effetti collaterali tipici degli psicofarmaci. La sua azione è evidente entro una settimana, ma diventa massimo dopo circa 6 settimane.

Altra pianta è la Griffonia (Grifofnia simplicifolia) il suo seme è una fonte naturale di 5-HTP, un precursore della serotonina. La somministrazione dell’estratto dei semi è in grado di aumentare in modo naturale il livello di serotonina nel cervello (Birdsall TC. et al, 1998). A differenza di molti psicofarmaci, non ci sono effetti collaterali. I semi di Griffonia, oltre alla depressione vengono usati per trattare l’insonnia, la fame da stress, la fibromialgia e il mal di testa cronico.

C’è poi la Mucuna (Mucuna pruriens) pianta indiana usata da secoli in nella medicina ayurvedica come afrodisiaco e pianta di lunga vita. Infatti è una pianta ricca di L-dopa il precursore della dopamina, che tra l’atro stimola l’ipofisi a produrre l’ormone della crescita, indispensabile per la vitalità cellulare. Inoltre recenti studi hanno trovato che la carenza di dopamina può provocare anche depressione e la Mucuna può aumentare la dopamina nel cervello dei ratti. (Manyam BV et al, 2004). La Mucuna è indicata anche per il morbo di Parkinson. Infatti, la carenza di dopamina comporta la perdita di controllo dei movimenti del corpo, ma l’organismo tollera male l’assunzione di dopamina sintetica. Invece la Mucuna pruriens, agendo sulla sua presenza naturale presenza di L-Dopa, favorisce il recupero dei segnali nervosi e diminuisce, sia la rigidità muscolare che i tremori.
Quando viene somministrata per migliorare le condizioni mentali, è sufficiente prenderne da 1 a 2 grammi al giorno. Dosi più elevate (da 30 a 60 grammi al giorno) come quelle somministrate a pazienti con Parkinson devono essere date solo sotto il controllo del medico.

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